• Daniele Gamberini

SmartWorking, un'opportunità nell'emergenza



Nelle ultime settimane si è fatto un gran parlare di SmartWorking, soprattutto a causa dell’attuale situazione sociosanitaria, che ha progressivamente imposto nuove abitudini straordinarie per i nostri luoghi di lavoro.


Dobbiamo abituarci a una modalità nuova di vivere e condividere gli spazi e le relazioni, sia lavorative che personali, tutelando la nostra salute e quella delle persone che ci circondano, non rinunciando però alla produttività. Ed è proprio per aiutare il nostro lavoro in questo momento, che lo SmartWorking è la soluzione più efficace ed efficiente.


Ma cosa si intende “legalmente” per SmartWorking?

La definizione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è “Il lavoro agile (o SmartWorking) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato caratterizzato dall'assenza di vincoli orari o spaziali e un'organizzazione per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.

Non solo, lo SmartWorking è definito e regolato dalla Legge n. 81/2017, che “pone l'accento sulla flessibilità organizzativa, sulla volontarietà delle parti che sottoscrivono l'accordo individuale e sull'utilizzo di strumentazioni che consentano di lavorare da remoto (come ad esempio: pc portatili, tablet e smartphone). Ai lavoratori agili viene garantita la parità di trattamento - economico e normativo - rispetto ai loro colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie.


Fatta la legge…è interessante notare come secondo i risultati dell’Osservatorio SmartWorking del Politecnico di Milano il 58% delle grandi imprese ha già introdotto iniziative concrete. Emerge specialmente l’aumento della diffusione dello SmartWorking nelle PMI italiane: i progetti strutturati sono passati dall’8% al 12% attuale, quelli informali dal 16% al 18%. Tuttavia, c’è anche un’ombra: anche la percentuale di imprese disinteressate al tema è cresciuta, in modo preoccupante, passando dal 38% al 51%. Anche la PA nell’ultimo anno ha fatto grandi passi in avanti verso un modello di lavoro “Smart”: oggi il 16% delle pubbliche amministrazioni ha progetti strutturati di lavoro agile (nel 2018 era l’8% e nel 2017 il 5%), l’1% ha attivato iniziative informali e un altro 8% prevede progetti dal prossimo anno.


Detto ciò ora è il tempo giusto per fare un’analisi della propria struttura aziendale, sia perché gli adeguamenti tecnologici ci stanno dando gli strumenti per essere “pronti a partire”, sia perché, spinti dalla necessità, abbiamo l’occasione di approcciare un cambiamento non solo lavorativo ma anche culturale svincolandoci dalla visione “ufficiocentrica” del lavoro entrando in un’ottica di flessibilità che dia risalto alla produttività e non soltanto alla presenza.


La vera domanda è: ho già lo strumento digitale che mi permette di entrare nella dimensione di SmartWorking e contemporaneamente mi aiuta a snellire e digitalizzare i miei processi aziendali?


#docuware #smartworking #digitalizzare #flessibilità

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